Le classi sociali più agiate sono più inclini a comportamenti contrari all’etica?

recentemente è apparso un articolo sulla prestigiosa rivista PNAS  che si pone proprio questa domanda. Noi, ti proponiamo qui una sintesi del contenuto dello studio e ti invitiamo a discuterne con noi!  Dovresti poter postare il tuo parere sull'argomento nel nostro Forum per una società più egalitaria su Facebook, ma se hai difficoltà puoi anche intervenire mandando una email a Michela.Lenzi@i-qualitygroup.org  (vedi anche la pagina di Michela)

Le classi sociali più agiate sono più inclini a comportamenti contrari all’etica?

(Piff, Stancato, Côté, Mendoza-Denton, & Keltner, 2012)

Ci sono diverse ragioni per ipotizzare che trovarsi negli strati sociali più agiati della società possa favorire la messa in atto di comportamenti contrari all’etica. Le abbondanti risorse di cui si dispone danno alle persone maggiore libertà ed indipendenza, possono alimentare comportamenti individualistici e ridurre la capacità di “mettersi nei panni” degli altri. 

Le classi sociali più agiate sono dunque più inclini a comportamenti contrari all’etica?

Sette studi hanno cercato di dare una risposta a questa domanda, ecco una sintesi dei principali risultati.

 

Le persone con un elevato status socio-economico:

1.  hanno maggiore probabilità di commettere infrazioni stradali;

2. hanno maggiore probabilità di dichiarare che metterebbero in atto comportamenti contrari all’etica, in una situazione ipotetica che permette loro un guadagno;

3. hanno maggiore probabilità di accettare caramelle, pur sapendo che sarebbero destinate ad un gruppo di bambini, a nascondere la verità per raggiungere fini personali, a barare al gioco per ottenere una vincita più alta (sempre in situazioni ipotetiche create in laboratorio);

4. tendono ad avere atteggiamenti più positivi verso l’avidità, aspetto che rende più probabile la messa in atto di comportamenti contrari all’etica.

Quando, però, una manipolazione di laboratorio spinge le persone con status sociale più basso a riflettere sugli aspetti positivi dell’avidità (stimolando temporaneamente atteggiamenti positivi verso l’avidità), il loro comportamento è paragonabile a quello delle classi sociali più elevate.

CONCLUSIONI: Dai risultati di questi studi, sembra dunque l’atteggiamento verso l’avidità che influenza la probabilità di mettere in atto comportamenti ingiusti, contrari all’etica prevalente. Siccome tale atteggiamento è più comune tra le persone con elevato status socio-economico, questo li porta con più probabilità a mettere in atto tali comportamenti.

 

ATTENZIONE: gli autori parlano di tendenze, e sottolineano come siano presenti, ovviamente, delle eccezioni: persone con un elevato status socioeconomico che si battono per il bene comune o persone con uno status basso che mettono in atto comportamenti contrari all’etica.

PER LA RICERCA FUTURA E L’INTERVENTO: Molte sono le influenze sociali, culturali ed economiche che possono favorire atteggiamenti positivi verso l’individualismo e l’avidità (specialmente quando ci si trova degli strati sociali più elevati), tendenze che a loro volta possono alimentare la ricchezza. Questo circolo vizioso, a sua volta, acuisce le disuguaglianze socio-economiche presenti nella società. 

 



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