La disuguaglianza: è peggio di quanto si creda


"Sia la ricchezza che la disuguaglianza sono sottostimate in maniera significativa, in ogni studio statistico ed in ogni paese"


“La predisposizione ad ammirare e fin quasi a venerare i ricchi e potenti, e a disprezzare o quanto meno trascurare la gente povera ed in misere condizioni, è la maggiore e più universale causa della corruzione dei nostri sentimenti morali.

Adam Smith (1723–1790)
Traduzione da parte di I-QUALITY dell'editoriale dello speciale sulla disuguaglianza pubblicato dalla rete per una giusta tassazione.

Gli studi sulla ricchezza e sui redditi hanno tendenzialmente trascurato di considerare i paradisi fiscali. Nicholas Shaxson, John Christenses e Nick Mathiason  esplorano l'entità della mancanza di dati.

La disuguaglianza economica ha raggiunto livelli estremi in molti paesi ed è tuttora in aumento. Ma il problema è molto più grave di quanto sia ufficialmente riconosciuto. 

Questo è dovuto al fatto che tutti gli studi che analizzano la disuguaglianza economica partono sistematicamente da una sottostima della ricchezza e dei redditi goduti dagli individui più ricchi del mondo. L'enorme quantitativo di beni tenuti all'estero nascosti in strutture opache ed anonime non viene preso in considerazione nelle analisi statistiche degli economisti che formano la base per la nostra comprensione della disuguaglianza.

Per decenni, una infrastruttura globale privata e a rapida crescita di banchieri, avvocati, commercialisti, consulenti per la fondazione e gestione di società o fiduciarie, hanno dedicato le loro carriere al nascondere i beni degli individui più ricchi del mondo, anche detti nell'inglese dei banchieri  High Net Worth Individuals (HNWI) che sta per Individui con alto patrimonio netto. Il loro successo è stato spettacolare.

Nella formula più semplice, quando una fortuna è nascosta in un conto in banca estero oppure in una fiduciaria o società estera il cui proprietario o beneficiario del reddito o del capitale, non può essere identificato, allora il capitale stesso e la rendita che genera, non vengono in ogni probabilità contati nelle statistiche sulla disuguaglianza. Non conoscendo il proprietario di un bene, non si riesce ad attribuirne il valore alla categoria di reddito o ricchezza corrispondente. Quasi tutti questi beni nascosti sono posseduti dagli individui più ricchi del mondo, ne consegue che le misure statistiche  sono sottostimate soprattutto per i gradini più alti della gerarchia, per cui la dimensione stessa  del problema disuguaglianza viene sottovalutata.

Abbiamo intervistato otto dei maggiori esperti del mondo sulla disuguaglianza e sono tutti d'accordo con noi. Nelle parole stesse di Milorad Kovacevic, principale statistico dell'Ufficio del Rapporto sullo Sviluppo Umano dell'ONU: "Concordo con la vostra tesi -  come credo tutti quanti." La maggior parte [di questi esperti] ritengono che non esista studio che arrivi neanche vicino a compensare abbastanza il fenomeno. (Il nostro rapporto più lungo sulla disuguaglianza, dal titolo "La Disuguaglianza: non ne conosci la metà, pubblicato il 22 luglio [2012], fornisce maggiori dettagli.)

Questo studio sulla disuguaglianza è complementare ad un altro molto più ampio studio del TJN redatto dal consulente senior Jim Henry, ex capo-economista a McKinsey&Co,,  studio quest'ultimo, che noi riteniamo essere il più rigoroso e comprensivo mai fatto sulla dimensione della ricchezza depositata in paradisi fiscali. Intitolato "Il Prezzo dei Paradisi Fiscali Riesaminato", lo studio rivela che in questi lidi sono nascosti importi in eccesso a 21 trilioni di dollari americani, secondo una stima conservativa.  Questo importo è il doppio della cifra più alta mai stimata in precedenza. 1

Quindi, sia la ricchezza che la disuguaglianza sono sottovalutate in misura molto significativa, in ogni studio ed in ogni paese.

Ci sono inevitabilmente delle sfumature nel nostro quadro. Poiché i redditi nascosti sono così concentrati nelle mani dell' 1% più ricco, dovrebbe essere possibile misurare la disuguaglianza in maniera più solida tra il resto della popolazione. Anche i beni dei più poveri della società sfuggono al calcolo, quando diventa difficile ottenere informazioni sulle loro misere proprietà . Tuttavia questi beni sono così piccoli in confronto ai trilioni posseduti dagli ultra-ricchi che sposterebbero ben di poco il quadro generale della disuguaglianza. 

Inoltre, molti studi sulla disuguaglianza riconoscono il problema dei beni nascosti nella parte alta della scala dei redditi e cercano di compensare per questo fatto. Ma tutti gli esperti che abbiamo contattato concordano che i vari metodi usati per compensare rimangono lontani dal risolvere il problema.  Inoltre, prima della pubblicazione del nostro studio principale "Il prezzo dei Paradisi Fiscali Riesaminato", nessuno aveva a disposizione stime tanto comprensive e tanto alte della dimensione della ricchezza sommersa. 

Il nostro rapporto identifica un certo numero di enigmi, paradossi e stranezze inerenti al problema.

Negli Stati Uniti, per esempio, l'analisi dei dati sui redditi rivela che il reddito dell'1% più alto è più che raddoppiato tra il 1980 ed il 2010, mentre il reddito dello 0,1% più ricco è più che triplicato e quello dello 0,01% più che quadruplicato. Nello stesso periodo di tempo i redditi del 90% meno ricco calava del 5%. Eppure i dati sulla ricchezza mostrano un quadro completamente differente:le famiglie dell'1% più ricco possedevano il 33,8% della ricchezza  nel 1983, mentre 26 anni dopo, nel 2009, la loro porzione  era del 35,6%: una crescita piccolissima.2

Questa discrepanza genera quello che Sam Pizzigati, uno dei maggiori esperti USA sulla disuguaglianza, vede come un grande paradosso, spiegabile solo in pochi possibili modi. La gente potrebbe avere modificato il modo di rispondere ai sondaggi, ma la cosa sembra improbabile dato il livello di approfondimento e di accuratezza di questi studi. Un'altra spiegazione potrebbe essere, secondo Pizzigati, che "si siano messi a spendere tutto quel reddito ed a bruciarlo in cene da $5.000 ogni sera. Ma questo non ha senzo.  Non è possibile fare sparire con il semplice consumo quelle cifre fantastiche che la disuguaglianza dei redditi ha messo nelle loro tasche."  [L'unica spiegazione possibile,] rimane allora che ci deve essere un gran mucchio di ricchezza mancante da qualche parte.

Molti studi sulla disuguaglianza si basano su dati dalle dichiarazioni dei redditi ed ecco che i problemi dell'evasione ed elusione delle tasse mostrano le loro brutte facce. Sia l'evasione che l'elusione riducono la qualità dei dati dalle dichiarazioni usati in molti studi sulla disuguaglianza. 

Nel giugno del 2012  il famoso comico britannico Jimmy Carr è stato scoperto  mentre evitava di essere tassato spostando i suoi guadagni verso una società con sede nel paradiso fiscale di Jersey, li riprendeva poi indietro come un prestito, che non può essere tassato come reddito. Gli studi sulla disuguaglianza non avrebbero potuto trovare questi importi tra le dichiarazioni dei redditi, nonostante la maggior parte della gente li considererebbero come tali: persino il primo ministro inglese ha descitto questi meccanismi come "moralmente sbagliati".  Le autorità preposte alla raccolta delle tasse nel Regno Unito considerano legittimo questo schema .  Ma si tratta chiaramente di un abuso.  E  sorge  la domanda "Cosa è reddito e cosa non lo è?".  E non c'è una risposta semplice.

Altri studi sui redditi si basano su sondaggi, cosa che presenta molti problemi analoghi come illustra il [discusso] esempio degli Stati Uniti.  Il problema maggiore è, come riscontrato da studio dopo studio, che i settori più affluenti della società si rifiutano di partecipare ai sondaggi: come descrive Facundo Alvaredo della università di Oxford: 
"mentre i sondaggisti in paesi poveri riescono a raccogliere dati in zone molto povere, è spesso impossibile penetrare oltre i cancelli dei recintati quartieri esclusivi" 

Alcuni studi cercano di fare aggiustamenti per questo, ma avendo a che fare con una società, come quella britannica dove i super-ricchi sono prevalentemente non-tassati e non-residenti membri della famiglia reale saudita, potenti capi delle famiglie criminali russe, magnati dell'acciaio indiani o grandi finanzieri statunitensi , è davvero difficile capire da che parte cominciare.

Con la metà meno abbiente della popolazione del mondo che possiede complessivamente soltanto  l'1% della ricchezza globale mentre  il 10% più ricco ne ha l'84%,3  persino secondo le stime tradizionali,  la disuguaglianza economica viene sempre più e da più parti riconosciuta come un problema grave.  Diverse ricerche dimostrano che società più disuguali tendono ad avere crescite più lente, maggiore instabilità politica ed una ampia gamma di effetti negativi sulla salute e la società.

Non abbiamo usato le stime di Henry da "Il Prezzo dei Paradisi Fiscali Riesaminato"  per ricalcolare le nostre analisi sulla disuguaglianza. Crediamo che il nostro rapporto sulla disuguaglianza sia un punto di partenza: un metodo di analisi che dovrebbe indurre altri a fare studi idonei a rivelare il vero quadro della strabiliante e crescente disuguaglianza che affligge il nostro mondo finanziariamente globalizzato.

Nicholas Shaxson è autore di  Treasure Islands [Isole del tesoro].
John Christensen ha lavorato su  misure della disuguaglianza.
Nick Mathiason scrive per il "Bureau for Investigative Journalism" [Ufficio per il giornalismo investigativo]. 
il loro articolo completo è disponibile qui.



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