Timothy Taylor is the Conversable Economist
Timothy Taylor è l'Economista Conversatore  [the Conversable Economist] e nel  suo post del 30 settembre 2011, intitolato "Una critica degli argomenti a favore della disuguaglianza" cita la conferenza di John E. Roemer  su "Le radici ideologiche e politiche della disuguaglianza americana"  del febbraio 2011. 

PRIMA argomentazione, quella ETICA: gli individui meritano di beneficiare delle proprie "Dotazioni"
Il primo argomento per la disuguaglianza che Roemer considera è di tipo etico "...  gli individui meritano di beneficiare di ciò che natura e cultura hanno loro conferito. .."   
Questa argomentazione viene espressa nella sua forma più convincente dal filosofo Robert Nozick, che nel suo libro del 1974,  Anarchia, stato e utopia, avanza l'idea che una persona ha il diritto di possedere se stesso, le proprie proprietà ed i propri talenti, e  ha quindi il diritto di beneficiare di qualsiasi buona sorte le possa essere capitata, come essere nato in una famiglia o in una nazione ricca .... Nozick stesso ammette che le economie capitaliste reali non hanno visto sequenze storiche di scambi volontari e  legittimi: bensì coercizione , corruzione e furto hanno afflitto la storia di tutte le società. Ma il punto di Nozick è che si può immaginare un capitalismo con una storia pulita, in cui dotazioni notevolmente diseguali di ricchezza siano dovute interamente ad una storia  di scambi legittimi tra persone  di grande talento e ben istruite da un lato, e tra più semplici lavoratori non qualificati dall'altro. La disparità che ne deriverebbe sarebbe eticamente accettabile se si accetta la premessa che si ha il diritto di beneficiare della buona sorte delle proprie doti  (biologiche, familiari e sociali). O almeno così afferma Nozick.  
La risposta filosofica al libertarismo è venuta soprattutto da  John Rawls e Ronald Dworkin .... 
Rawls  ritiene inaccettabile la teoria dell'auto-possesso di  Nozick e ribatte che la distribuzione delle doti e dei talenti personali avviene nella lotteria della nascita che assegna geni e  famiglie, e che questa lotteria non costituisce una premessa morale di un diritto.  Sostiene anche che esseri razionali, motivati da interessi personali, all'oscuro della sorte  che li attende nella lotteria dovrebbero scegliere una distribuzione fortemente equa delle ricchezze che massimizzi la  ricchezza per i più poveri  .....  Le  contro-argomentazioni di Rawls  ha due debolezze principali: 1) un calcolo razionale e motivato da puro egoismo potrebbe portare un individuo ad accettare il rischio di un sorteggio fortunato se controbilanciato dalla possibilità di uno fortunato; il tentativo di derivare la necessità dell'uguaglianza da premesse di pura razionalità e calcolo dell'interesse individuale non risulta fondato nei risultati della teoria delle decisioni; è necessario invece introdurre premesse di empatia, altruismo e solidarietà; 2)  non c'è ruolo nella teoria di Rawls per la responsabilità ed il merito delle scelte personali.... 
Ronald Dworkin,   sostiene quello che lui stesso  ha soprannomina  'l'uguaglianza delle risorse':  gli individui sono responsabili per le proprie scelte e preferenze, ma non per le risorse ricevute in sorte (come ad esempio doti genetiche e circostanze sociali e familiari della propria infanzia)  Dworkin  propone  una sorta di compensazione per le sfortune della nascita degli individui, ma riconosce loro merito o demerito per le scelte operate nel corso della vita adulta.  Raccomanda quindi una uguaglianza economica minore di quella  Rawlsiana ma assai superiore di quella di qualsiasi democrazia avanzata di oggi: forse le nazioni scandinave sono quelle che maggiormente si avvicinano  alla distribuzione proposta da Dworkin.
SECONDA argomentazione, quella degli incentivi: le persone di talento devono avere incentivi per usare la propria creatività
La seconda giustificazione a favore della disuguaglianza è secondo Roemer "la strumentale: soltanto  permettendo alle persone di grande talento di beneficiare della maggior parte della ricchezza che essi aiutano a generare  che la creatività fiorirà,  a beneficio di tutti, attraverso quello che viene informalmente chiamato il processo di trickle-down: di "gocciolamento" dall'alto verso il basso. In una parola, incentivi materiali sono necessari per generare la creatività in quella piccola frazione di umanità che ha il potenziale per farlo, e gli interventi statali, che soprattutto attraverso la tassazione, riducono i redditi e le ricompense materiali, ucciderebbero la gallina dalle uova d'oro ".
Una risposta: contestare Il ruolo del mercato nel Coordinamento e nell'Incentivazione 
"Gli economisti hanno da tempo capito che i mercati svolgono due funzioni: coordinano l'attività economica, e forniscono incentivi per lo sviluppo di nuove competenze  ed  innovazioni. Non è facile dare una definizione che distingua appunto tra queste due funzioni, ma non c'è dubbio che esiste una distinzione concettuale ...."
"Negli ultimi trenta o quarant'anni, il concetto di mercato nella teoria economica  è cambiato, [spostandosi] da quello di un'istituzione che svolge principalmente una  funzione di coordinamento a quella che in primo luogo fornisce gli incentivi.  Infatti, la vecchia definizione di micro-economia era lo studio di come allocare risorse scarse tra esigenze concorrenti. Cioè  una visione del tutto di coordinamento .... Può sorprendere sapere che la frase 'problema  principale-agente' è stata introdotto in economia solo nel 1973, in un articolo di Steven Ross.  Nel problema del principale-agente, il coordinamento non è la questione primaria,  bensì, il principale deve progettare un contratto per estrarre prestazioni ottimali da un agente il cui comportamento non può perfettamente osservare. Questo è per eccellenza un problema di incentivi ....."
 "La battuta di risposta che io propongo è questa: nella misura in cui il mercato è principalmente uno strumento per il coordinamento, la tassazione può ridistribuire il reddito senza costi enormi in termini di efficienza. Solo  se il mercato fosse soprattutto un dispositivo per gestire incentivi, i costi di efficienza della redistribuzione potrebbero essere elevati. ..  Ma, sebbene nell'ultima generazione la teoria economica si è modificata sulla questione , non è affatto ovvio che questo cambiamento sia  giustificato da fatti empirici - e con questo intendo, non sappiamo se il ruolo del mercato nel fornire incentivi sia così  importante come la teoria economica corrente sostiene. ... " 
"Io sostengo  che redditi tanto alti sono inefficienti, perché inducono all'assunzione di rischi, perché non sono necessari a  fornire incentivi, e perché creano  una classe con sproporzionato potere politico. Infine, producono una esternalità negativa molto importante, quella di creare un ethos sociale che adora la ricchezza. ...   In sintesi, il valore sociale positivo  degli stipendi altissimi che ricevono i leader del mondo aziendale, e in particolare quelli del settore finanziario,  è una grande bugia.  Può anche essere un risultato della competizione, ma è un fallimento del mercato che può essere rettificato da regole e leggi ". 
TERZA  argomentazione, la tesi della FUTILITÀ  della azione di governo
"Un terzo argomento a favore della disuguaglianza, attualmente la più diffusa negli Stati Uniti, è quello della futilità: anche se il grado di disuguaglianza derivato da una politica di laissez-faire non fosse socialmente necessario, nel senso  rivendicato  dall'argomento dell'incentivazione, i tentativi da parte dello Stato per ridurre [la disuguaglianza] arriveranno a nulla, perché il governo è gravemente incompetente, inefficiente, o corrotto.... Questa è, credo, una visione particolarmente americana, quindi probabilmente non è opportuno spendere molto tempo su di esso qui. "


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