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Italia, si allarga il divario tra ricchi e poveri

pubblicato 06 dic 2011, 05:50 da Maurizio Denaro   [ aggiornato il 06 dic 2011, 06:05 da Elisabetta Rossi ]
In base a uno studio dell'ocse, la penisola è all'ottavo posto tra i 34 paesi aderenti all'organizzazione per il divario dei redditi tra le persone in età lavorativa ed è quinta per l'allargamento del gap tra la metà degli anni 80 e la fine degli anni 2000
 
MILANO - L'Italia è uno dei paesi industrializzati con la maggiore disuguaglianza dei redditi, anche perché il divario tra ricchi e poveri è andato ampliandosi negli ultimi decenni. In base a uno studio dell'Ocse, la penisola è all'ottavo posto tra i 34 paesi aderenti all'organizzazione per il divario dei redditi tra le persone in età lavorativa ed è quinta per l'allargamento del gap tra la metà degli anni 80 e la fine degli anni 2000. La disuguaglianza in Italia è "aumentata drasticamente nei primi anni novanta e da allora è rimasta a un livello elevato, nonostante un leggero calo verso la fine del primo decennio degli anni duemila", spiega il rapporto.

E' stato l'aumento dei redditi da lavoro autonomo a contribuire in maniera importante all'ampliamento della disuguaglianza. In generale a fronte di aumento medio dei redditi in Italia tra il 1985 e la fine degli anni duemila dello 0,8% (media Ocse 1,7%), il 10% più povero della popolazione ha segnato un incremento limitato allo 0,2% (Ocse 2,3%), contro l'incremento dell'1,1% del 10% più ricco (Ocse +1,9%). Con un coefficiente Gini (che varia da zero quando tutte le persone hanno lo stesso reddito a 1 quando la persona più ricca percepisce tutto il reddito) pari a 0,337 alla fine dello scorso decennio, l'Italia ha una disuguaglianza superiore alla media Ocse (0,314).

Il divario è più marcato rispetto alla Spagna (0,317), pur restando inferiore a
Portogallo (0,353), Regno Unito (0,345), Usa (0,378), Israele (0,371), Turchia (0,409), Messico (0,476) e Cile, che è il paese con il maggiore gap tra ricchi e poveri con lo 0,494. Nel 2008, il reddito medio del 10% più ricco degli italiani era di 49.300 euro, dieci volte superiore al reddito medio del 10% più povero (4.877 Euro), con un aumento della disuguaglianza rispetto al rapporto di 8 a 1 di metà degli anni 90.

Il reddito dell'1% più ricco degli italiani, che nel 1980 rappresentava il 7% del reddito nazionale totale, nel 2008 era pari al 10% del totale. La proporzione di reddito detenuta dallo 0,1% della popolazione è aumentata dall'1,8% al 2,6% nel 2004. Allo stesso tempo, le aliquote marginali d'imposta sui redditi più alti si sono quasi dimezzate passando dal 72% nel 1981 al 43% nel 2010.
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