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PASSI - disuguaglianze sociali e salute

pubblicato 30 mar 2012, 03:08 da Elisabetta Rossi   [ aggiornato il 30 mar 2012, 03:11 da Elisabetta Rossi ]

Comunicato stampa dell'Istituto Superiore della Sanità del 28/03/2012

"Abitudine al fumo, sedentarietà e obesità sono più frequenti nelle persone con basso livello di istruzione e che riferiscono di avere molte difficoltà economiche rispetto alle persone con alto livello socioeconomico. La prevalenza di patologie respiratorie croniche e di diabete è più alta nelle persone con titolo di studio basso rispetto a quelle laureate e tra chi riferisce di avere difficoltà economiche rispetto a chi non ne ha. Al contrario l’adesione a programmi di screening per la diagnosi precoce del tumore della mammella o della cervice uterina è maggiore nelle donne con un livello d’istruzione medio-alto e in quelle senza difficoltà economiche percepite. Tra le poche eccezioni, il consumo di alcol: nelle donne il consumo definito a rischio è maggiormente frequente fra le più istruite.

Sono questi alcuni dei risultati dell’indagine effettuata nell’ambito del sistema di sorveglianza PASSI - che verranno illustrati nella seconda giornata del workshop del coordinamento nazionale PASSI in programma in ISS il 28 e 29 marzo 2012. Nel corso della giornata sarà presentato il Rapporto Nazionale 2007-2009 interamente dedicato all’analisi delle disuguaglianze sociali in Italia in relazione a stili di vita, fattori di rischio e presenza di malattie croniche, adesione a programmi di screening, percezione dello stato di salute e sintomi depressivi.

Nel triennio 2007-09, sono state intervistate oltre 98.000 persone, estratte con campionamento casuale proporzionale, stratificato per sesso e classi di età, dalle anagrafi sanitarie delle ASL partecipanti, nelle quali vive circa l’85% della popolazione residente in Italia di 18-69 anni. Degli intervistati 94.996 sono di cittadinanza italiana e 3.153 di nazionalità straniera. Per questo rapporto, le analisi sono state eseguite soltanto relativamente agli intervistati con cittadinanza italiana, in quanto il basso numero di stranieri intervistati non avrebbe consentito di ottenere risultati affidabili in questa popolazione.

..."

Ridurre le disuguaglianze sociali ed economiche aiuta a "produrre" salute per tutti

a cura di di Marina Maggini*

"È noto come i principali indicatori di stato di salute generale (mortalità, attesa di vita) delle popolazioni europee ed occidentali siano in continuo miglioramento; che questo fenomeno virtuoso sia distribuito eterogeneamente nella popolazione, differenziandosi per livello sociale, è un dato meno conosciuto. Il miglioramento delle condizioni di vita per tutti gli strati sociali non ha condotto ad una riduzione delle diseguaglianze di salute: ricerche svolte in diversi paesi hanno rilevato come il miglioramento generale dello stato di salute nelle classi sociali più svantaggiate risulti di entità minore rispetto a quello delle classi sociali più elevate, con conseguente accentuazione delle diseguaglianze.

Come recentemente riportato dalla Commissione delle Comunità Europee, "ci sono grandi differenze sanitarie tra i gruppi sociali definiti sulla base del reddito, dell’occupazione, del livello di istruzione o del gruppo etnico in tutti gli Stati membri. Le persone con livelli inferiori di istruzione, di reddito, o di occupazione vivono meno a lungo e sono in condizioni sanitarie peggiori per un maggior numero di anni".

All'inizio di questo nuovo millennio si è affermata a livello globale una sostanziale sfida per i sistemi di sanità pubblica: quella di "colmare il divario - closing the gap" ovvero ridurre le disparità di salute all'interno delle fasce di popolazione dei singoli Paesi e, globalmente tra Paesi e Paesi. Oggi i sistemi nazionali e locali di sanità pubblica sono alla ricerca di idonei interventi e politiche per ridurre le disuguaglianze causate in particolare dai cosiddetti "determinanti sociali", ovvero le condizioni sociali ed economiche in cui vivono determinati strati di popolazione che possono influire sulla loro salute. Se gli esiti sanitari (in particolar modo quelli legati alle malattie croniche) sono derivati principalmente da alcuni specifici fattori di rischio, e se si è riconosciuto che spesso i determinanti sociali possono essere le "cause delle cause" di questi allora appare drammaticamente importante per i decisori di sanità pubblica avere informazioni sia sulla cause (fattori di rischio) sia sulle cause delle cause (determinanti sociali).

Attraverso il sistema di sorveglianza PASSI ci si è, quindi, proposti di documentare la dimensione delle disuguaglianze sociali in relazione a stili di vita, presenza di malattie croniche e fattori di rischio, adesione a programmi di screening (mammella, collo dell’utero e colon-retto), percezione dello stato di salute. La continuità nella raccolta dei dati e il flusso costante di dati, caratteristiche uniche dei sistemi di sorveglianza, consentono di studiare e comprendere le dinamiche del legame tra determinanti sociali e salute che si evolvono nel tempo ed anche di analizzare l'effetto di interventi organizzati quali programmi di screening o campagne informative. "

* Farmacoepidemiologia, ISS
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