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Gli americani vivono nella Russia di Putin, convinti di vivere in Francia, ma vorrebbero in realtà vivere in Svezia

pubblicato 23 feb 2012, 02:07 da Elisabetta Rossi   [ aggiornato in data 23 feb 2012, 02:16 ]

dal Blog di Alexander Stille: su Repubblica.it del 22 febbraio 2012 intitolato :    Il sogno americano
Nel dibattito sulla crescente disuguaglianza economica negli Stati Uniti, l’atteggiamento dell’opinione pubblica è significativo. Gli americani tollerano livelli di disuguaglianza che sarebbero inaccettabili in molti paesi europei. Il cittadino medio ama l’idea di poter fare un colpo grosso e di diventare ricco come Bill Gates. Paradossalmente, la maggioranza è anche contro le tasse sull’eredità che spettato a chi supera un tetto di due milioni di dollari, una questione che riguarda una minima percentuale di persone.

Ma ricerche dimostrano che gli americani hanno un’idea diversa del ruolo della fortuna e del caso rispetto agli Europei: mentre in genere in Europa si dà più peso ai capricci del caso, per esempio al fatto che la famiglia in cui si nasce possa determinare le opportunità che si avranno nella vita, gli americani tendono a dare meno importanza all’ambiente, convinti che impegno e determinazione individuale determinino il successo nella vita.

Il sogno americano dunque è questo: ognuno, se lavora sodo con fatica e sudore, può realizzare una vita di benessere e forse anche di ricchezza. Per molti decenni questo sogno non era del tutto illusorio, perché c’era un buon livello di mobilità sociale ed economica: tanti sono i casi di immigrati diventati capi d’industria, uomini di successo.

Però questo atteggiamento molto radicato si scontra con una mobilità economica sempre più stagnante: l’America, secondo le ultime stime, è ora non solo uno dei paesi più disuguali dal punto di vista economico, ma anche uno con gli indici più bassi di mobilità tra i paesi avanzati.

Ma l’opinione pubblica è rimasta indietro. Uno studio recente dello psicologo ed economista Dan Ariely dimostra che gli americani sottostimano il livello attuale di disuguaglianza: al contrario di quello che dicono molti commentatori conservatori, gli americani non sono per niente indifferenti al problema della disuguaglianza. Al contrario, pensano che i beni della crescita economica siano mal distribuiti e vorrebbero maggiore equità. La situazione attuale è che il 20% della popolazione controlla circa l’85% della ricchezza; il cittadino medio è convinto che la percentuale sia soltanto del 58%. Ma quando viene chiesto quale sia il livello giusto di ridistribuzione della ricchezza, l’americano medio risponde: il 20 % più ricco deve prendere un po’ più del 30% della ricchezza. Questo studio ha suscitato la seguente battuta: “Gli americani vivono nella Russia di Putin, convinti di vivere in Francia, ma vorrebbero in realtà vivere in Svezia”.
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