Segnaliamo‎ > ‎Segnalazioni 2012-01‎ > ‎

Ocse, disuguaglianze in crescita in Italia

pubblicato 24 gen 2012, 08:11 da Elisabetta Rossi   [ aggiornato il 26 gen 2012, 12:06 da Elisabetta Rossi ]
di  Fabio Savelli, dal Corriere della Sera, Economia, 23 gennaio 2012  


"Il reddito degli autonomi aumenta molto più di quello dei dipendenti. Divario ricchi-poveri è ormai di dieci a uno"

Note e commenti dell'autore  "sullo  studio Ocse, l'organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico, che verrà presentato martedì presso la sede Istat alla presenza del presidente, Enrico Giovannini, e del ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Un'indagine che testimonia come la disuguaglianza tra i redditi delle persone in età lavorativa è aumentata drasticamente nei primi anni Novanta e da allora è rimasta a un livello elevato, nonostante un leggero calo verso la fine del primo decennio degli anni duemila. Lo iato reddituale in Italia è superiore alla media dei Paesi Ocse, è più elevato che in Spagna e più basso del Regno Unito e del Portogallo. Nel 2008 - scrive l'Ocse - il reddito medio del 10% degli italiani più ricchi era di 49.300 euro, dieci volte superiore al reddito medio del 10% più povero (4.877 euro), mentre negli anni '80 il rapporto era di 8 a 1. Il modo più veloce per diminuire le disuguaglianze - segnala l'Ocse - è una riforma delle politiche fiscali e previdenziali, che costituisce lo strumento diretto per accrescere gli effetti redistributivi. Soprattutto le «perdite ampie e persistenti di reddito per i gruppi a basso reddito coincidono con le fasi recessive». E soprattutto in tempi di crisi che diventa fondamentale il ruolo degli ammortizzatori sociali e delle politiche di sostegno del reddito (il reddito minimo?). Considerazione che inciderà nell'agenda delle parti sociali nella prevista prossima riforma del mercato del lavoro?